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Eccomi qua! Dopo le insistenti pressioni di mio fratello Nico e le migliaia di facce strane di chi nel mondo dell’arte vedendo il mio bigliettino da visita mi diceva: “ma come, non hai un sito ? e come fai a lavorare?” mi sono anche io adattato ai tempi che corrono, anzi sfuggono. Si, perchè quando pensavo di risolvere tutto con un sito di presentazione, carino, giusto per l’esigenza di gestire contatti e mail, qualcuno mi ha detto: “ma no, a te serve un blog”. E vai col blog! Certo, per capire la differenza che c’è con un sito tradizionale ho impiegato qualche tempo, ma poi alla fine sono giunto alla conclusione che sostanzialmente la differenza è che qui, sul blog, voi lettori potete aggiungere i vostri commenti, nel sito internet tradizionale no. Ovviamente accetto spiegazioni migliori, ma non subito, fatemi vivere per un po’ questa nuova convinzione.

ok123Scrivere questa pagina di presentazione è difficile, perchè dovrei far capire in poche righe, per non tediare nessuno, cosa sarà questo sito. In verità penso che lo scopriremo insieme andando avanti, ma una convinzione non me la toglie nessuno: questa avventura parte dall’esigenza di far conoscere sempre di più il mio lavoro, e non per la crisi che adesso va tanto di moda, ma perchè mi sono reso conto nel tempo che siamo circondati da tanti venditori di fumo nel mondo dell’arte, mentre si sono messi da parte una serie di valori che dovrebbero accompagnare in modo naturale i sentimenti artistici di ognuno di noi. Dire che l’arte non sia un business sarebbe ipocrita, ma sostenere che questo business si possa tranquillamente fare con la certezza di offrire qualcosa in più dell’opera che si vende o che si presenta è un valore aggiunto, che non cambierei per niente al mondo. L’idea di essere collezionisti e di investire solo spendendo tanti soldi è stata inculcata nel tempo da chi aveva interesse a vendere a prezzi alti opere di artisti famosi e non, portando nelle case delle persone di tutto, facendo credere che quello fosse l’investimento della vita. Ma le cose non stanno così, gli investimenti in arte sono un’altra cosa, e per capirlo non ci vuole un genio della finanza, ma sicuramente buon gusto ed occhio critico. Per diventare collezionisti e scommettere sugli artisti emergenti ci vuole veramente poco, mentre saper comprare è un capitolo a parte. Prima di chiudere vi lascio con il primo dei tanti suggerimenti che nel corso del tempo ci scambieremo: la storia dell’arte ha sempre premiato la bellezza e la genialità, quindi se una cosa non vi piace non compratela, neanche se vi venisse venduta come “investimento sicuro”. La prima garanzia di un’opera d’arte siete voi stessi. Garantito!