Jean Debroux

Visitatore casuale del nostro paese, il pittore belga Jean Debroux si entusiasma e ne apprezza la cultura, le tradizioni locali salentine, le “atmosfere”. Rivela di gradire i caratteristici sapori, odori e visioni che si respirano nei borghi antichi sia di città che nelle frazioni marine.
Estroso e ispirato, compone schizzi e attimi di vita che lo colpiscono particolarmente per poi riprenderli in memoria e realizzare opere di grande e apprezzato impatto visivo.
Il suo pennello talentuoso segue una corrente artistica, il fauvismo che lo entusiasma per la libertà e innaturalezza dei colori e per l’uso di linee dure e spezzate. Piacevolmente e onorevolmente, Debroux preferisce il salento come terra eletta, rifugio dorato, seconda casa, infatti soventi sono le sue visite e le sue esternazioni di quanto stimolante sia la permanenza in un luogo così magico per se stesso sia come uomo che come artista.
Fin dall’adolescenza Jean Debroux rivela la sua inclinazione per l’arte e la pittura e inizia ad usare l’olio, aiutato soprattutto dallo zio e grande pittore Franz Willems che lo inizia sempre più in questo mondo creativo.
E genio e creatività Debroux li svela fin da subito.
Inizia a frequentare lo studio di Delvaux di cui è un discepolo di gioventù.
Durante il periodo dell’accademia che frequenta a Bruxelles incontra grandi maestri come Pol Verswyver, Alhadeff e l’espressionista Chapellier.
Approfondisce gli studi artistici esplorando le tecniche e le peculiari caratteristiche del fauvismo.
Le opere di gioventù sono in gran parte paesaggi e scorci urbani, vicine alle peculiarità dei fauves: colore puro, pennellate brevi, composizione frenetica e mancanza di interesse per la prospettiva o per la pittura realistica. Crescendo e girando il mondo Debroux ha cominciato a sperimentare altri stili. L’influenza dei suoi maestri l’ha portato a preferire colori più pacati e composizioni più discrete. Da molti anni realizza opere geometriche di influenza cubista ma con uno spiccato gusto estetico introducendo anche forme di rottura dalla tradizione del movimento picassiano. I suoi ultimi lavori mostrano l’influenza di vari stili, tra cui spicca l’arte classicista francese improntata a un chiaro orientamento verso forme realistiche, derivategli da i suoi frequentissimi viaggi in Italia. L’arte di Debroux si basa sulla semplificazione delle forme, sull’abolizione della prospettiva e del chiaroscuro, sull’uso incisivo del colore puro, spesso spremuto direttamente dal tubetto sulla tela. L’importante nei quadri dell’artista belga non è, come nell’arte accademica, il significato dell’opera, ma la forma, il colore, l’istinto. Partendo da suggestioni e stimoli diversi, Debroux ricerca un nuovo modo espressivo fondato sull’autonomia del quadro: il rapporto con la realtà visibile non è più naturalistico, in quanto la natura viene intesa come repertorio di segni al quale attingere per una loro libera trascrizione.
E gli stimoli e le suggestioni sono la luce, i colori vivi e puri.
Per Debroux la grandezza di ogni sua opera è data dall’immediatezza con cui la compone.
Si discosta da quella visione di riproduzione della realtà oggettiva poichè il suo è un percorso specificatamente soggettivo esaltato da un disinvolto uso dei colori per ottenere poi effetti cromatici vivaci e molto luminosi.
E’ particolarmente entusiasmante e leggiadro il fascino femminile che non sfugge all’occhio artistico di Debroux tanto da immortalarne nelle sue tele le espressioni, la grazia, la passione della donna esaltando tutto in un artificio unico di tratti e colori.
E si rivelano le movenze discrete ma audaci di una “femme pensive”, le espressioni sfuggenti ma ammiccanti di “Catherine”, la sensualità di un gesto al contempo semplice e pudico di una donna che siede, la spinta istintiva di un abbraccio materno.
E’ autentico lo stile del pennello che alterna tonalità forti e contrastanti a giochi di luce che filtrano e illuminano lati nascosti.
E’ dunque lo sviluppo dei colori e delle geometrie che rendono eccezionalmente apprezzato l’artista che presenzia nelle più importanti collezioni private di tutto il mondo.
Giocosa o materna, ammaliatrice o casta, è sempre la donna la protagonista nella vita artistica di Jean Debroux.
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