Marco Tommaso Fiorillo

Data 12 dicembre 2008
Categoria Critica |

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Oggigiorno è veramente difficile confrontarsi con i giovani artisti sempre più pervasi dalla moda dell’arte, per intenderci quelli che sembrano delle opere colorate su due gambe che camminano, oppure quelli che cercano la denuncia a tutti i costi con il risultato di scimmiottarsi l’un l’altro, finendo poi per omologarsi e sembrare tutti uguali. Marco Fiorillo è un giovane artista talentuoso, senza eccessi, senza capelli colorati, molto serio e ricercatore instancabile della sua arte, ispirato si, ma mai uguale a nessuno. Confrontarsi con lui viene molto più facile, perché fa della sua esperienza il punto di partenza per poter affrontare il quotidiano richiamo al proprio sentimento artistico. Restauratore professionista, e artista da sempre, Fiorillo ha saputo unire le due esperienze, e nel suo studio riesce non solo a ridare vita ad opere di famosi artisti a volte dimenticati, conservati malissimo dal tempo, ma riesce a mettere soprattutto a servizio la sua bravura per la grande passione, riversando, dopo moltissima osservazione e studio, in ogni opera, i trucchi del mestiere dei maestri del passato che finiscono sotto la sua lampada di Wood.  

Appassionato della scuola napoletana, nel tempo è riuscito a cogliere gli aspetti prospettici più belli di questa corrente inserendoli in contesti nuovi, per esempio un paesaggio costaricano o l’interno di un bar, caricando i colori e donando così contrasti unici per eleganza e continuità espressiva.

Fiorillo è riuscito con gli anni a rendersi indipendente dalla pittura accademica, uscendo dagli schemi classici delle dimensioni, dando valore egli stesso alle superfici vuote, riempiendole con le sinuose forme delle muse ispiratrici, o dei paesaggi che in un determinato momento si trova dinanzi agli occhi, senza mai modificare e perfezionare le naturali proporzioni/sproporzioni, lasciando intatte le imperfette perfezioni che la natura ci dona.

         La pittura di Marco Fiorillo è pervasa dal sentimento che egli stesso porta dentro. Ogni tocco, ogni pennellata, parla di lui e di quello che ha visto e vissuto. Riesce a cogliere attimi ed istantanee che rende eterni sulla tela, non come semplici fotografie, ma come visioni cariche di ricordi e significati, ben oltre i colori e le forme che ci regala.

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