Roberto Micolucci e il paradigma della realta’ .

Data 12 dicembre 2008
Categoria Critica |

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La poetica artistica dal‘900 fino ai nostri giorni si è misurata spesso e volentieri con atteggiamenti rivoluzionari, stravaganti, bizzarri e di rottura, il POP in tutte le sue versioni è stato forse l’apice di questa ricerca del diverso ma al contempo fruibile per tutti. Altri movimenti ed i loro esponenti in questo ultimo secolo, hanno rotto gli schemi del sentimento artistico classico, si pensi a Fontana, Manzoni, Burri, etc.

Da qualche anno è entrato a pieno titolo nell’ideale albo degli artisti “rivoluzionari”, e non per forza blasonati e famosi, che con il loro genio hanno saputo creare e dare vita ad elementi che in nessun modo in tempi più lontani avrebbero potuto trovare posto nel cosmo artistico, Roberto Micolucci.

Artista dallo spirito libero e fiero, nella sua arte ci fa incontrare la natura non ritraendola e basta, ma facendoci fare esperienza di essa. Tramite un legnetto, una pietra, la sabbia, ci fa sperimentare e guardare attraverso. Ogni sua opera è un viaggio, sembra di vedere l’acqua, di sentire il sole sulla pelle, di toccare il ghiaccio, ci fa sentire parte dell’opera ognuno a suo modo, ognuno portando se stesso di fronte all’opera. La tecnica, il modo e la maniera di rendere unico ogni suo quadro si sposa con l’artisticità ed il sentimento che Micolucci ha da sempre per il bello. Il senso d’incompiutezza e di perfezione allo stesso tempo ci inducono a pensare ad uno studio intenso di Micolucci di tutto quello che lo circonda.

Micolucci, infatti, è l’artista che ti immagini, senza eccessi, senza montature, quasi ascetico, sempre alla ricerca, uno spirito inquieto (mai questa parola fu più positiva come in questo caso) pronto a cambiare prospettiva e a cambiarsi per una grande intuizione avuta. Nei suoi quadri ritrae il mondo che c’è, scompone e ricompone, articola, sperimenta e fa sperimentare, ha la pretesa di fissare un orizzonte che l’occhio umano non vedrebbe, regala suggestioni e sensazioni, con la consapevolezza che l’arte non vuole mettere un punto di fine, ma regalare sentimenti che come tali suscitano ricordi veri, ampliano la visuale, mettono le ali, e muovono l’anima.

Nei suoi dipinti, non c’è nulla di casuale, egli ritrae quello che vede dalla sua finestra, mette al centro il cosmo che lo circonda e libera gli occhi dalla catena del limite.

Nulla di irrazionale! In Micolucci vive la consapevolezza che l’artista è un “mezzo” per arrivare oltre, come un grande traghettatore, che mette a nudo la propria intelligenza trasformandola in genio, e ne accentua i contorni con l’espressione artistica appunto.

Nei dipinti Micolucci inserisce spesso la tavolozza e la mette a disposizione di chi guarda come ad indicare quella sua particolare strada per arrivare all’opera finita. Micolucci indica una sua personale strada, e non lo fa solo con i colori, ma usa anche legno, sabbia, conchiglie, pietre, e con le stesse ombre crea un movimento unico per stile e creatività.

La grandezza di questo artista è proprio la sua semplicità, mai comune, piena di significati, ricerca e studio.

L’arte di quest’artista non deve essere solo vista, ma anche toccata, annusata, saggiata, le sue opere sono paradigmi della realtà tutta, suggeriscono nuovi modi di vedere tutto quello che c’è sotto il cielo, regalando colori che per distrazione ultimamente chi vive non vede.

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