Cose che fanno ridere…

Data 7 gennaio 2009
Categoria Pensieri |

Qualche giorno fa, mi è successo qualcosa di incredibile, sono stato aggredito da un sedicente artista, a suo dire “il migliore del mondo”, (perchè lui ha l’energia, gli altri no) solo ed esclusivamente perchè non l’ho preso ad esporre in galleria. Tutti i miei amici e tutte le persone che mi conoscono sanno che per me essere artista è uno stato mentale, quindi, se uno si sente artista, bravo o meno che sia, va ritenuto tale. Questo concetto incontra un solo ed insormontabile ostacolo, ovvero quando alla mediocrità scarsa manifesta in cui nessuno entrerebbe a sindacare, si unisce l’arroganza. L’arroganza no! Non può far rima con arte, è nel significato delle cose, l’artista è uno che dona, non impone, o si innalza a “migliore”. L’artista nasce per dare: emozioni, sentimenti, attrazioni, ma non arroganza. Mai. L’artista libera, non incatena, praticamente tutto il contrario di questo signor V.T. che solo per essere figlio di un grande artista pensa di essere l’eletto dall’energia dell’arte per proseguire e migliorare le orme di Picasso, Modigliani, etc. . Caro V.T., sei solo uno come pochissimi che ci provano con modesto successo, e se i complimenti che ricevi ti sembrano pochi, cerca di riflettere sul fatto che magari non sono gli altri degli idioti che non capiscono, ma pensa che potresti essere tu a sbagliare approccio.

In bocca al lupo!

PS: Non ho voluto scrivere il nome per esteso solo per difendere la coerenza di non parlare mai male di un’opera d’arte e del suo creatore, anche se non mi piace preferisco non parlarne affatto se non mi viene chiesto. Ho voluto solo ed esclusivamente chiarire un concetto, spero sia stato chiaro.

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10 commenti a: “Cose che fanno ridere…”

  1. Luca C.: 15 gennaio 2009 | 17:35 |

    Non posso che darti ragione, caro Luca, visto che con l’artista in questione ci ho (purtroppo) parlato anch’io. Tuttavia, credo che queste persone che si sentono “arrivate”, piene d’energia, dovrebbero guardarsi un po’ di piu’ attorno per trovare perlomeno l’umilta’ sufficiente necessaria a considerarsi alla pari di un qualsiasi altro artista, per rispetto alla sua libertà, alla sua espressione artistica, ma prima di tutto alla sua umanità ed “unicità”. La mia esperienza in un campo artistico differente da quello della pittura e cioè la musica, mi dice che chi si ritiene migliore di un altro o ritiene di saper far meglio qualcosa, vuol dire che la sa solo “abbozzare” e per questo esercita con le parole questa critica gratuita, nervosa e a tratti “violenta” sugli altri artisti. In pratica per me questa arroganza è la piu’ alta forma di “insicurezza” artistica, visto che mira dritto contro la prima parola che va considerata nell’arte e nella vita: LA LIBERTA’! (e in questo caso direi che va anche contro l’intelligenza artistica…).

    Concludo con questo mio pensiero che mi viene ora spontaneo:
    “L’artista folle è reso innocente dalla sua libertà e dalla sua arte, a patto che questa non sia da lui stesso definita “la migliore”, poiché libertà e arte non hanno e non devono avere limiti…”

    Luca C.

  2. piè: 16 gennaio 2009 | 18:09 |

    Io credo che siano molti in giro gli arroganti e pochi gli esperti e i geni.che siano pittori o scrittori,scultori o fotografi.comunque sempre artisti.l’arte non ha schemi nè regole e ciò che piace a me può obiettivamente risultare sgradevole a qualcun’altro.il problema sta a rendere questo concetto universale e comprensibile a tutti.non va bene la falsa modestia ma neanche la presunzione di essere il migliore.Il Migliore lo scelgono gli altri, la critica, gli estimatori e la gente comune.Il Migliore “non se la suona e se la canta” da solo!
    Bravo Luca!Io lo avrei preso a pedate questo pseudo VanGogh (o era Picasso??)
    ciao.
    p.

  3. admin: 16 gennaio 2009 | 18:23 |

    Grazie P., non nego che la voglia di prenderlo a pedate era fortissima sopratutto per l’arroganza, ma poi ha vinto l’idea che il desiderio di V.T. va rispettato, quindi mi sono limitato a prendere atto ed andar via, anche se spero che un giorno lui possa capire che sentirsi Picasso (o Van Gogh), non equivale ad esserlo.

  4. Elena: 4 febbraio 2009 | 21:57 |

    Posso capire, essendo un critico,Lei ha sempre Suo parere su tutto.Sempre ottiene ragione, adulto, studioso,rispettato.Sua parola non mettono in dubbio.Critticare comodo cosi, anche questa abitudine Lei ce la in sanque.Non ha mai pensato di cercare di capire una persona,entrare nella pelle,scoprirai che ha i suoi ragioni,che non vedevi avendo occhi coperti dal parere personale, tutto Suo. E stato chiesto quell povereto perche lo fatto, forse non era il motivo del rispinto dei quadri ,ma il modo in cui e stato fatto, o qualcos’altro.

  5. admin: 5 febbraio 2009 | 11:34 |

    Gentile signora Elena, mi dispiace di aver dato l’impressione di uno che vuole avere sempre ragione, mi creda non è così. Io mi occupo di arte da sempre, vivo di questa passione. Io esprimo giudizi perchè c’è chi me li chiede e si immagini che c’è qualcuno che è disposto a pagare per averli. Ma io capisco che il suo commento nasce dal fatto che molti critici scrivono bene di chi li paga anche se non credono quello che affermano perchè è tutta una questione di denaro, il sottoscritto cerca di fare una cosa un pochettino diversa. Io cerco di fare un percorso con l’artista che ho di fronte, cerco la conoscenza, poi se in un progetto subentra un percorso critico allora vuol dire che stiamo lavorando nella stessa direzione e quindi si inizia a lavorare entrambi. Non ho mai giudicato i lavori di qualcuno che non ho conosciuto, e non ho mai dato giudizi negativi gratuiti, però una cosa la giudico e la condanno: l’arroganza, è una cosa che non sopporto, non può essere associata alla figura di un artista, perché dagli artisti io imparo cose nuove tutti i giorni tutto il giorno, dall’arroganza no.
    Saluti.

  6. massimo quarta: 26 marzo 2009 | 23:52 |

    cosa dire, si torna a discutere di personaggi e mai di qualità e originalità dell’ operato, e pensare che basterebbe essere più modesti per capire i propri limiti, questo ci aiuterebbe a crescere con meno arroganza e più possibilità di relazioni tanto artistiche quanto più umane.
    Con questo mi auguro che Lei sig. Renna non si faccia pagare dai poveri disgraziati bisognosi di uno scritto che sembra dovesse cambiare il loro futuro, mentre, credo sia molto più importante evidenziare le sue qualità scegliendo dei buoni artisti da portare avanti, e questo tipo di scelte si fanno solo attraverso un unico denominatore LA QUALITA’ subito dopo c’è L’ORIGINALITA’ il resto sono chiacchere, e mi creda, come lei saprà benissimo, le chiacchere non hanno fatto mai la storia. Un saluto a Lei e a Luca che ho conosciuto con molto piacere. A presto. M.Q.

  7. admin: 27 marzo 2009 | 15:41 |

    Gentile signor Quarta, lei scrive che sono chiacchere tutte quelle cose che non riguardano QUALITA’ in primis e a seguire ORIGINALITA’, io penso invece che l’arte contemporanea, se non si basasse sopratutto sull’originalità e poi su tutto il resto non esisterebbe, cosa cambia la storia dell’arte è un concetto nuovo, non la qualità con cui è stato creato.
    Rimane il fatto che le saluto Luca Chiriatti.
    Saluti Luca Renna

  8. massimo quarta: 30 marzo 2009 | 19:45 |

    Sono pienamente daccordo con Lei, ma attenzione…….
    Quando dico qualità mi riferisco al modo di presentare le opere, quindi tutto ciò che concerne il curatore e il gallerista: catalogo,testo critico ecc. E questo servirà a dare una buona lettura al fruitore che non sempre è un inteditore, e quindi questi mezzi lo possono avvicinare alle opere dell’artista, CHE,
    in quanto tale, deve per motivi di forza maggiore essere ORIGINALE, perchè se sprovvisto di cifra stilistica sarà il primo a perdersi nei meandri dell’ARTE. Mi scuso se sono stato un pò prolisso, ma ci tenevo a chiarire la mia idea sicuramente soggettiva sull’arte oggi, un saluto e la ringrazio.

  9. Luca C.: 10 aprile 2009 | 17:35 |

    Io credo che l’originalità sia “la nascita del pensiero artistico”:
    1.Credo cioè che l’originalità sia un sinonimo di qualità di base “intrinseca”. Con cio’ voglio dire che un artista, quando è originale e propone un qualcosa di “unico” anche se non qualitativamente di un ottimo livello, rimane tale, è cioè si puo’ chiamare “artista”. 2.Differente invece è la situazione in cui “la tecnica” di un artista viene fuori senza “idea”..o meglio senza niente di innovativo nè nello stile, ne’ nel contenuto. In questo caso (a mio avviso) sarebbe il caso di parlare non di tecnica ma di tecnicismo (o tecnica fine a se stessa). Non si è artisti ma eccellenti “esecutori” dalla tecnica estrema.
    Ovviamente questo è solo il mio parere..ma sono convinto che se l’arte non si basasse sull’originalità, l’unico modo per “farsi strada” sarebbe studiare nelle migliori scuole del mondo, e questo (per fortuna) non corrisponde alla realtà..o meglio, non basta.

  10. admin: 11 aprile 2009 | 09:15 |

    Concordo pienamente.
    Grazie.

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