Quello strano (ri)ciclo.
claudia piccoli: 14 febbraio 2009 | 07:35 |
buon giorno…il mio più grosso dilemma è…ma come fa un artista “giovane” ad emergere?…tutti cercano di spellarti vivo, ti chiedono soldoni, per poi, fare quello che bene o male potevi fare da solo!
ma come si fa?
quali sono i canali giusti?
admin: 14 febbraio 2009 | 17:48 |
Gentile Claudia, i canali giusti sono quelli uguali per tutti, l’unico problema è quello che non tutti incontrano professionisti seri. Che l’arte sia un business serio e molto proficuo non è scoperta di ora, il punto sta nell’affidarsi ai professionisti giusti e cercare di sbagliare il meno possibile. Il perchè uno emerga e molti altri no, rimane a mio parere un dilemma da chiudere nella sfera dei misteri, a volte è incapibile se si guardano le cose con gli occhi dell’arte altre volte si prende in considerazione il puro business, allora il concetto cambia… certa rimane una cosa, l’artista con l’idea INNOVATIVA di rottura dei tempi, ci vuole più o meno tempo, ma sicuramente verrà fuori. La storia è piena di artisti che sono diventati “grandi” solo dopo la morte, non dico nulla di nuovo. Per terminare, posso affermare che lavorare nel mondo dell’arte vuol dire far parte di un sistema tra quelli a cui più viene chiesto di investire su se stessi, organizzando mostre, facendo scrivere il critico, o investendo in pubblicità, questo fa parte di un ciclo: più uno fa conoscere se stesso più ha possibilità di vendere, più possibilità ci sono di vendere più vende, più vende più guadagna, più guadagna più reinveste. Vale per tutto a vari livelli, purtroppo vale anche per me vale anche per lei e per i galleristi, e mi creda vale anche per tutti quelli che dicono di essere fuori da questo giro, che piaccia o no.
La saluto.
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