Franco Baldassarre: ovunque è qui
Categoria Critica |
Parlare di un artista come Franco Baldassarre è al contempo cosa ardua e facile. Ardua perché di lui hanno detto molto in tantissimi, e perché la sua poetica artistica ha il dono di essere intelligibile universalmente, di contro, la facilità nasce dai sentimenti sempre nuovi che questa meravigliosa e personalissima poetica scaturisce.
Le visioni di Baldassarre riproducono la gioia di vivere, la festa, lo splendore del momento felice, lasciando infondo un retrogusto malinconico, per quel momento ritratto che come tutte le cose prima o poi finirà. Baldassarre blocca i momenti senza sentimentalismi, la banda che suona così come la folla festante, sono lì adesso, non sono il ritratto di qualcosa che è stato, ma vivono nell’opera. Sicuramente si ispira a scene e colori del suo Salento, ma in verità le sue opere non hanno tempo e spazio e per questo non sono collocabili in un determinato posto, anzi raffigurano l’ovunque, il mondo nella sua totalità, come una lente d’ingrandimento sul più piccolo e più piccolo ancora fino ad arrivare alla festa di qualunque paese, coi colori di qualunque terra e la gioia senza frontiere. Anche I suoi clown non sono collocabili, sono i clown di Baldassarre che “vivono” li, pronti ad entrare in scena quando vengono scoperti, quando la luce irrompe, a far riemergere i colori. La sua tecnica è sorprendente per resa ed effetto finale, infatti usa gli acrilici sul legno, come se fossero smalti, rendendo una lucentezza ed un contrasto di colorazione da manuale, con le trasparenze in sovrapposizione come se stesse usando l’olio o la tempera alla caseina. E sicuramente questo è l’unico segreto che Baldassarre non rivelerà mai a nessuno, lasciando così la voglia di interrogarsi e di scrivere ancora su di lui per molto e molto tempo ancora, cercando di rendere omaggio a quella complicata semplicità delle sue opere, e alla semplice grandezza dell’uomo e dell’artista.
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3 commenti a: “Franco Baldassarre: ovunque è qui”
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Gentile dott. Renna, conosco l’artista da tempo, e devo dire che mi sono sempre interrogata sul come facesse a far emergere un lucido naturale su legno pur usando gli acrilici, in verità mi sono sempre detta che probabilmente usava una vernice finale, ma non c’è traccia di scolatura. La sua nota critica mi ha fatto capire che questa è la bravura del maestro Baldassarre, quella di farmi interrogare ancora. Finirò di chiedermi come fa, ed inizierò a godermi a pieno le sue opere eccezionali.
Saluti, A.
PS: la foto non rende giustizia alla bellezza delle opere.
Ha ragione, le foto non rendono mai.
Saluti.
il prof. Franco Baldassarre….è il migliore… riesce a coinvelgere sempre e ovunque i ragazzi nel mondo del l’ arte… grazie per tutto quello che ha fatto per noi quest’anno…. la mostra è bellissima…. ci mancherà….