Già e non ancora, l’arte di Patrizia LoFeudo

Data 31 marzo 2009
Categoria Critica |

Patrizia Lo Feudo è una attenta artista ricercatrice e tradizionalista allo stesso tempo. La sua arte ha una doppia valenza simbolica, la prima è l’attenzione alla realtà, la seconda è la certezza del futuro. La sua grande ricerca sta nell’applicazione degli equilibri delle sue composizioni, che prendono consistenza solo dopo un lungo ed accurato studio delle tecniche tradizionali dei grandi maestri del passato. Ogni opera è un’esaltazione della bellezza catturata nell’istante e resa infinita nel limite dell’opera. La definizione precisa dei tratti dei soggetti che porta su tela, spesso contrasta apertamente con i fondi, mettendosi in primo piano e misurando così il canone di bellezza che Patrizia ci offre, il risultato finale ci lascia spesso un senso di estrema compiutezza. Ogni forma è meditata, misteriosa, pura, i suoi ritratti sono un vero e proprio elogio del bello e inarrivabile, del non visto ancora da scoprire. Attenzione speciale, meritano i soggetti femminili della LoFeudo, che uscendo dalle condizioni delle regole accademiche, diventano realistici talmente tanto, che non possono non venire allo scoperto in quanto ritratti creati, rafforzando la magnificenza che solo la rappresentazione della bellezza può regalarci. Difatti l’essere umano non è perfetto, mentre il ritratto dell’umano si, perché esso inizia da quando emerge alla luce, e non ha storia ma solo futuro.trittico21 L’artista questo concetto lo trasporta bene nei suoi lavori, in particolare mi ha colpito l’opera “Trittico” dove si vede il percorso in immersione di una donna che penetra l’acqua e riemerge da essa, donandoci una sensazione di dolcezza e di movimento lento ma al contempo fragoroso  che solo l’acqua dopo un tuffo, nella realtà, ci sa donare. Patrizia, è brava a fissare l’attimo e dare il via all’avvenire dell’opera. Ha studiato ogni minuzia, le prospettive sono perfette, le proporzioni al millimetro, ma questo non toglie la sensazione di istintività che l’immagine ci richiama, ed è proprio questa la grandezza di Patrizia, saper donare alla tela una sensazione di infinito partendo dallo studio minuzioso dei particolari in un ideale percorso che sembra suggerirci: già e non ancora.

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