Unicità, tecnica, idea e critica: 4 criteri per non sbagliare un acquisto

Categoria ‘Pensieri’

Domanda posta da Giuseppe G. via posta elettronica.

Gentile dottor Renna, vorrei sapere se a suo parere esistono dei criteri per non sbagliare l’aquisto di un’opera d’arte, e come si fa a giudicare se un’opera di un giovane artista valo o no?

Grazie. Giuseppe G.

———————————————————————————————-

Gentile sig Giuseppe,

Per prima cosa bisogna capire che cosa è un’opera d’arte e quale differenza c’è con l’artigianato o con una qualsiasi altra forma di complemento d’arredo. Sarebbe facile affermare che l’opera d’arte è la creazione dell’artista ma presupporrebbe il  saper riconoscere chi è un’artista.
Allora andiamo per ordine.
La definzione di opera d’arte potrebbe essere la seguente: (opera pittorica, materica, fotografica etc.) risultato concreto di una attività nata dall’estro e dal genio di chi per professione o per diletto usa tecniche atte a creare espressioni di valore estetico, mettendo in atto esperienza e ricerca, imparata dalle scuole o appresa da soli.
Ma questa definizione è mancante di troppi elementi per esaurire il significato di quello che stiamo cercando, proviamo quindi a capire più a fondo che cosa fa di un prodotto, venuto fuori dalle mani di un essere umano, un’opera d’arte.
Prima di tutto l’unicità.
Attenzione non necessariamente unicità sta per “pezzo unico”, ma sicuramente per opera prima, cioè opera venuta fuori dal genio di un singolo o di un gruppo che prende ispirazione dal proprio estro. Quindi escludiamo le copie, gli omaggi troppo espliciti ad altri artisti, anche se in alcuni casi i secondi superano i primi per bravura, escludiamo le serigrafie, e sicuramente escludiamo i poster anche se ritraggono foto artistiche. Includiamo sicuramente i multipli scultorei non superiori a 12, le opere “gemelle” fatte dallo stesso artista (per esempio due quadri molto simili, per quanto simili possano essere non saranno mai uguali), i bozzetti e le prove d’autore 1/1.
Questo non vuol dire che ciò che abbiamo escluso non debba avere un mercato proprio, ma se dobbiamo stare ad analizzare il significato di opera d’arte non possiamo includerli nella lista.
Secondo fattore: la tecnica.
La tecnica è molto importante perché rende armoniosa un’opera, anche quando si vuole sottolineare delle sproporzioni, ed in più fa si che l’opera finita non sia piatta, non abbia trasparenze fuoriluogo, i colori non si mischino indistintamente, etc. Facciamo alcuni esempi: imparare a leggere le proporzioni è molto importante per chi fa figurativo, non avrebbe senso fare un classico nudo con una gamba più grossa o più lunga dell’altra, oppure anche volendola fare bisogna dare un significato al perché si è fatto. Dare profondità ad un dipinto, o far si che una scultura abbia una base abbastanza solida che non rubi la scena all’opera d’arte, sono entrambe questioni di tecnica, che non è altro che la risultanza di ricerca, studio e sperimentazione.
Terzo fattore: l’idea
Concetto ben diverso dal primo e dal secondo appena presi in esame, l’idea artistica è la spina dorsale dall’opera finita.
L’artista, quando sviluppa un tema, crea elementi sufficienti per poter esprimere un percorso finale. A volte questi percorsi sono ovvi anche a chi l’arte non la mastica, ma in alcuni casi bisogna ricercare l’idea che ha fatto scaturire quell’opera finita. Spesse volte, se si conosce una buona fetta della produzione dell’artista, l’idea si evince dal percorso artistico, altre volte l’idea è quella che ha suscitato nello spettatore, ma sicuramente il quid che da valore all’opera è il concetto che essa porta. Esempio: Un “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana porta in se alcuni fattori rivoluzionari e soprattutto esalta i tre concetti che abbiamo appena preso in esame. Vediamoli: unicità, perché chiunque buchi una tela o inserisce dei tagli dovrà subire il paragone con le opere di Fontana, tecnica, perché la risultanza dei tagli non è casuale, così come non sono casuali i supporti che tengono tesa la tela etc., idea, perché nessuno prima di lui aveva mai osato cercare una alternativa alla dimensionalità e per intenderci non aveva mai bucato una tela. Quella era un’opera d’arte!
Ma non bisogna scomodare artisti blasonati per avere sul muro di casa una vera e propria opera d’arte, difatti il quarto fattore che prenderemo in esame è la critica.
Il concetto di critica però è ben diverso da quello che per troppi anni ci hanno voluto far credere, “se un’opera piace al determinato critico è arte altrimenti è buono per il fuoco”, la critica che dobbiamo prendere in esame è il nostro insondabile giudizio! Mi piace o no?
È ovvio che ciò non vuol dire che quello che ci piace è arte e quello che non ci piace no, ma questo giudizio ci permette di poter valutare quello che ci attrae dando un valore (e non parlo di denaro) a quell’attrazione e cercando di chiederci perché secondo noi una cosa è bella.
Che cosa la fa bella? Rispondere a questo quesito è il primo passo per poter guardare un’opera in modo critico ed iniziare a dare un peso agli elementi estetici che essa porta in se, senza fare confronti con le altre opere che piacciono meno o affatto, ma giudicando quella che si sceglie.
Per concludere, giudicare un’opera d’arte è un esercizio soggettivo che però segue alcune regole oggettive, difatti il giudizio estetico o critico del quarto punto preso in esame, deve tener conto dei primi tre, e soprattutto non deve mai squalificare qualcos’altro. Per capirci, giudico in base ad un’attrazione, valuto le dinamiche estetiche e tecniche che ho di fronte, do un valore critico emozionale, non faccio paragoni, decido se chiedere il prezzo.

Cose che fanno ridere…

Categoria ‘Pensieri’

Qualche giorno fa, mi è successo qualcosa di incredibile, sono stato aggredito da un sedicente artista, a suo dire “il migliore del mondo”, (perchè lui ha l’energia, gli altri no) solo ed esclusivamente perchè non l’ho preso ad esporre in galleria. Tutti i miei amici e tutte le persone che mi conoscono sanno che per me essere artista è uno stato mentale, quindi, se uno si sente artista, bravo o meno che sia, va ritenuto tale. Questo concetto incontra un solo ed insormontabile ostacolo, ovvero quando alla mediocrità scarsa manifesta in cui nessuno entrerebbe a sindacare, si unisce l’arroganza. L’arroganza no! Non può far rima con arte, è nel significato delle cose, l’artista è uno che dona, non impone, o si innalza a “migliore”. L’artista nasce per dare: emozioni, sentimenti, attrazioni, ma non arroganza. Mai. L’artista libera, non incatena, praticamente tutto il contrario di questo signor V.T. che solo per essere figlio di un grande artista pensa di essere l’eletto dall’energia dell’arte per proseguire e migliorare le orme di Picasso, Modigliani, etc. . Caro V.T., sei solo uno come pochissimi che ci provano con modesto successo, e se i complimenti che ricevi ti sembrano pochi, cerca di riflettere sul fatto che magari non sono gli altri degli idioti che non capiscono, ma pensa che potresti essere tu a sbagliare approccio.

In bocca al lupo!

PS: Non ho voluto scrivere il nome per esteso solo per difendere la coerenza di non parlare mai male di un’opera d’arte e del suo creatore, anche se non mi piace preferisco non parlarne affatto se non mi viene chiesto. Ho voluto solo ed esclusivamente chiarire un concetto, spero sia stato chiaro.